Considerazioni musicali varie: pianoforti e pianoforti digitali
Torno a parlare finalmente di musica, dopo un lungo periodo in cui non postavo niente sull’argomento.
L’argomento principale, come si evince dal titolo, riguarda il nobile mondo dei Pianoforti (reali e non). La mia non vuole essere una disquisizione tecnica o di valore fra i due mondi, ma un semplice sunto di riflessioni che sto facendo sul mio mondo pianistico, ora che pure il “modo classico” del conservatorio è entrato nel mio quotidiano.
Da quando ho entusiasticamente iniziato il conservatorio mi sono ritrovato davanti persone che, pianisticamente parlando, sono anni luce avanti a me; come è giusto e ovvio che sia. Ma la cosa che più di tutte mi ha sorpreso è stata come alcune mie convinzioni ormai assodate riguardo al mio strumento (yamaha dgx 620, di cui ho scritto molti mesi fa un esaustivo articolo) e alla mia impostazione pianistica fossero del tutto opinabili e drammaticamente false. Ho avuto modo, grazie alle lezioni di pianoforte previste dal mio corso di laurea, di cimentarmi finalmente con i rudimenti veri della tecnica pianistica, trovandomi, delle volte, di fronte a problemi che prima non vedevo assolutamente.
E con questo, anche tutte le buone impressioni che mi ero fatto sul mio strumento sono andate a farsi friggere. Se, con un Uprigth piano, il mio piano digitale poteva ancora giocarsela senza risultare troppo “falso”, a confronto di una mezza Coda Yamaha o, meglio ancora, di una Coda, la differenza è troppo grande. Il tasto, il suono, il feeling generale è troppo sproporzionato, e allora si che si sente davvero il valore dei 750 euro spesi per il mio DGX; ora tutto quadra… finalmente!!! Con questo io continuo a pensare che il mio piano digitale sia buono, ma ora che conosco bene la Realtà, posso tranquillamente ridimensionare le cose.
Per tutti questi motivi nelle ultime settimane mi è tornata la mania per acquistare una tastiera nuova, nel tentativo di trovarne una che si avvicini il più possibile al feeling del Coda. A questo punto però vorrei soffermarmi su un fatto: gli esercizi di tecnica che sto facendo, prima di tutto, mirano a potenziare le dita sul peso e la reazione del tasto del pianoforte. Come posso allora io, principiante che non può permettersi di avere un vero pianoforte in casa, potersi allenare su una tastiera entry level che, pur se con tasti pesati, non si avvicina nemmeno di una spanna al tasto in legno del Coda??? La risposta sarà che, o resti in conservatorio ad esercitarti oppure sono solo cavolacci tuoi. Grazie al bip…. risponderei io!!!
Recentemente ho avuto modo di provare alcuni piano digitali di fascia medio-alta e ho potuto constatare con amarezza che, solo se sei disposto a sborsare una cifra che parte dai 1500€, puoi permetterti uno strumento che, oltre ad avere una qualità del pianoforte nettamente superiore, offre una meccanica davvero convincente e SIMILE (NON uguale) ad un pianoforte vero. Ecco la realtà delle cose!!! Tutti gli strumenti sotto quella cifra, anche se ostentano meccaniche super fedeli e samples di pianoforti a coda, sono solo delle brutte imitazioni. Si proprio così, l’aggettivo che ho usato è corretto: BRUTTE.
Poi ci sono le BELLE imitazioni, ma per quelle bisogna sganciare molto dinero!!! In base agli strumenti che ho provato posso senza ombra di dubbio assegnare la medaglia d’oro al ROLAND RD700 SX, il miglior stage piano in commercio, quello col miglior rapporto qualità prezzo!!! Superbe repliche di pianoforti a coda e forse il miglior tasto che ho sentito fino ad ora su prodotti del genere!!! Dovessi davvero sostituire il mio DGX con un nuovo stage piano, sarebbe questa la mia scelta!!!

Mac User ha detto,
Aprile 15, 2008 a 4:43 pm
Ciao.
Il problema me lo sono posto anke io con la differenza che io mi sono diplomato e ho a casa uno stupendo mezzacoda di oltre 2 metri.
Ho optato per una Master Keyboard della Fatar con 88 tasti pesati e la possibilità di regolare (poco) la pesantezza del tasto + un modulo Expander della GEM (RealPiano) con un buon suono di piano. Ho dovuto fare questo acquisto perché non sempre c’è a disposizione un pianoforte soprattutto nella ass. culturali medio-piccole.
Ho usato questa combinazione tastiera muta + expander + casse a custiche amplificate della DB Technologies per diversi anni e ti assicuro che è una faticaccia… ;-(
La Fatar è pesante, poi ti devi ricordare di portarti appresso il modulo sonoro + il cavo MIDI + le casse (che non sono proprio leggere) + i relativi cavi audio + una presa multipla per assicurare la corrente ai singoli componenti.
Alla fine mi sono rotto… ho provato il piano elettrico Yamaha P-120 ed è stato amore a prima vista. Intendiamoci, è pesante lo stesso (circa 18 Kg) ma almeno ha i suoni incorporati e 2 casse abbastanza potenti che in sale piccole e medie vanno più che bene. La dimanica dei tasti è regolabile su 3 livelli di pesantezza e ci puoi suonare tranquillamente scale, arpeggi, trilli, tremoli, accordi, arpeggi ecc… è sempre lontano anni luce in confronto ad un vero pianoforte a coda (quarto di coda, mezza coda) però per situazioni Live è più che accettabile ed anche il suono campionato di piano acustico non è male
MacJack ha detto,
Aprile 15, 2008 a 6:48 pm
Innanzi tutto grazie per il commento… molto raro sul mio povero blogghino leggere di gente esterna alle mie conoscenze!!!
In seconda istanza beato te che ti puoi permettere un piano vero, sia per i soldi che per lo spazio in casa!!!
Per quanto riguarda i piani digitali e setup live, quello che consigli tu è quello usato da moltissimi professionisti, soprattutto con la configurazione MC2000 (master) + Motif ES rack e altri moduli… quella di un mio amico è così!
Ad ogni modo oggi ho avuto modo di provare la nuova meccanica della Roland montata per ora SOLO su RD700GX e HP207… semplicemente una meraviglia e l’unica fin’ora che non ti fa rimpiangere il pianoforte vero!!! Anzi in confronto a certi verticali si suona meglio questa
Se hai modo di provarla fallo assolutamente.
Invece personalmente non amo molto le meccaniche Yamaha, troppo pesanti per i miei gusti!
Ciao ciao
Giacomo
Mac User ha detto,
Aprile 16, 2008 a 2:57 pm
Più che altro è raro poter discutere questi argomenti
Ho un amico che ha un Roland (se non erro RD 600 o simili) ed i tasti sono di legno e c’è ampia scelta di campioni di pianoforte. Ma troppo pesante da portare visto che si superano i 20 Kg.
Se mi capita di passare per qualche negoziante adeguatamente fornito vedo di seguire il tuo consiglio: sono sempre interessato alle innovazioni, anche se per il momento penso di restare a lungo col mio P-120.
Forse io che ho la mano più allenata (10 anni di conservatorio serviranno a qualcosa???) sento più la necessità di tasti pesanti. Per esempio mi sono trovato spesso a disagio su ”codini” Yamaha tipo il C3 ma anche a disagio su pianoforti a mezzacoda Kaway: pesantissimi come meccanica. Una volta ho accompagnato al pianoforte una cantante lirica (Soprano) in un teatro ed ho suonato su di un Kaway R1 che, per quanto ne so, dovrebbe essere una linea di pianoforti Kaway abbastanza curata e costosa (tipo una serie limitata e semi-artigianale): fu una faticata incredibile suonarci per un’intera serata… ;-(
Forse anche perché era abbastanza nuovo e magari i martelletti non erano ancora segnati dall’impatto con le corde… diciamo che era ancora in… rodaggio
Per quanto riguarda il beato te ed i soldi relativi all’acquisto del mio piano a mezza coda sto parlando del periodo pre-diploma quando è quasi obbligatorio passare dal verticale al coda visto anche il repertorio che ti fanno studiare intorno al 7° - 8° anno (Il Clavicembalo ben temperato di Bach e gli Studi di Clementi oltre a Chopin e Schumann) dove la meccanica a scappamento doppio presente solo nei piani a coda è pressoché indispensabile (doppie note terze e seste in primis).
MacJack ha detto,
Aprile 16, 2008 a 10:29 pm
Mi sembri un tipo molto competente in materia
Beato te che hai fatto il Conservatorio da bambino. Ancora rimpiango l’aver abbandonato il piano a 9 anni e averlo ripreso solo ora che ne ho 20
Dover rifare tutto da capo a quest’età è davvero dura e ci metto molto tempo per imparare le cose. Sono due i principali problemi che mi affliggono:
1) La Tecnica, soprattutto mano sinistra
2) Lettura scorrevole del testo
E pensa che in 1 anno e mezzo che faccio piano, uno è da buttare nel c***o perché lo pseudo indirizzo jazzistico che avevo scelto (scuola privata) non mi ha dato nulla!!! Da gennaio sto prendendo lezioni private di classica e il mio insegnante mi sta facendo marciare a tappe forzate!!!
Per quanto riguarda i pianoforti, in conservatorio dove vado io ci sono molti Codini e mezza coda Yamaha + un Coda bello grande! Anche in questo caso ogni strumento ha una pesatura diversa dei tasti… non so perché questo… credo sia dovuto principalmente ad una questione di uso, più che di meccanica.
Poi non parliamo di un pezzo raro veramente eccezionale: uno Steinway vintage con mobile in legno chiaro (non chiedermi che tipo di legno ehehe) con meccanica originale in avorio… una goduria assoluta!!! Provato solo una volta
Per i piani digitali pensa che ora si è arrivati a riprodurre lo scappamento dei coda. Proprio il digitale che vorrei prendermi io ce l’ha
Cmq tienti stretto il tuo P-120 che è un ottimo strumento!!!
P.S: anche tu mac user vedo
Mac User ha detto,
Aprile 17, 2008 a 1:30 pm
20 anni? Beato te… hai la metà dei miei anni (eh si… viaggio verso i 40, mi dividono solo un paio di anni ormai). Pensa che mi sono diplomato a 25 anni quindi, avendo te già una buona infarinatura da quel che ho capito, non ci vuole - quasi - nulla a recuperare il tempo perso.


Ti dirò di più, io non ho mai padroneggiato la tecnica perché in Conservatorio con classi superiori a 10 allievi non c’era mai tempo per approfondire certe tematiche e a stento potevi suonare tutti i pezzi durante le lezioni… Infatti anche se eseguivo egregiamente tutto il repertorio previsto non ti nascondo che mi sono ammazzato di fatica solo perché chi era in dovere di spiegare le cose giuste non lo ha fatto… ;-(
Finito il Conservatorio (1994) e dopo 2 inutili anni tra Concerti da solita e corsi di perfezionamento (inutili e noiosi) ho cambiato strada (Computer Grafica, Multimedia ed oggi Pagine Web) abbracciando il ”Mondo Apple”.
Certamente mi è sempre rimasto dentro insoddisfatto il sogno di tutti quelli che iniziano a suonare 1 strumento come il Pianoforte (le sale da concerto, gli applausi ecc…) ma è vero anke che la società è molto cambiata da quel lontano 1978 che mi vide mettere x la prima volte le (allora) manine su di 1 tastiera bianca e nera
Non ho smesso mai di suonare a casa, certamente non con la stessa frequenza di quando studiavo al Conservatorio, ed ogni tanto suonicchio qua e la accompagnando qualche violinista, flautista, clarinettista, cantante x esami in Conservatorio (loro) ma non è la stessa cosa, sopratutto dopo tanti anni di tortur… volevo dire sacrifici seduto davanti alla tastiera del piano.
Comunque se può esserti di sollievo e, perché no, di sprono è da Gennaio che mi sto impegnando per migliorare la mia tecnica con studi adatti allo scopo e, non ti nascondo che probabilmente l’estate prossima frequenterò un seminario interamente dedicato al miglioramento della tecnica pianistica.
Per i tuoi problemi alla mano sinistra mi viene da consigliarti gli studi di Czerny dall’Op. 740 (Scuola dell’agilità): ce ne sono diversi proprio x la sinistra come pure dello stesso autore all’epoca acquistati 1 raccolta che si chiamava proprio ‘la scuola della mano sinistra’.
Comunque ti consiglio di rinforzare ogni singolo dito lentamente facendo attenzione ad essere rilassato e ad adoperare solo le dita e la mano e non anche il braccio o le spalle perché se non stai attento svilupperai delle rigidità che a lungo andare ti portano a crampi e a tendiniti fastidiose e poi, fondamentalmente, non ti portano a suonare a velocità elevate i passaggi più difficili.
Per il problema di lettura non ne fare 1 problema visto che io ho l’opposto tuo problema: leggo, anzi… “divoro” ogni spartito quasi a prima vista però poi non riesco a memorizzare facilmente i pezzi e ti assicuro che non c’è migliore soddisfazione di quella di poter suonare i pezzi studiati (anche se in maniera imperfetta) a memoria ogni qual volta si vuole senza la necessità di portarsi a presso i libri e soprattutto dove si vuole anche su pianoforti di amici/parenti ecc…
Gli Yamaha non sono per niente male, ricordo che quando accompagnai al piano uno strumentista x il suo diploma in Conservatorio avevano appena portato uno splendido Yamaha C6 di oltre 2 metri: perfetto sia x la meccanica che per il suono… lo Steinway poi non ne parliamo neppure… pensa che il programma del diploma lo eseguii su di uno Steinway D274 da concerto che mi sembrava non finire mai… ;-)) peccato che l’accordatura lasciava un po’ a desiderare e che il pedale di destra era rumoroso… me lo sarei portato via con me al termine del Diploma
Come Mac user ti confermo che sono quasi Mela dipendente: ho iniziato nel 1998 con un PowerMac 6500 (ex serie Performa), poi nel 1999 sono passato ad un G3 a 400 MHz Bianco e Blu, nel 2002 il primo portatile (PowerBook Titanium G4 a 550 MHz), nel 2004 un PowerMac G4 doppio processore a 1,25 GHz, nel 2005 un PowerBook Alluminium G4 a 1,5 GHz, nel 2006 il mio attuale G5 doppio processore da 2,5 GHz.
Ed ho appena acquistato su eBay un iPod Touch da 16 Gb e lo aspetto con impazienza
Ti sembrerò pazzo ma mi giustifico col fatto che i Mac li uso x lavoro e quindi riesco spesso ad ammortizzare i costi.
MacJack ha detto,
Aprile 17, 2008 a 7:54 pm
Grazie per i gentile consigli!!!
Purtroppo invece ho delle enormi lacune, soprattutto per quanto riguarda l’armonia, che mi stanno facendo sputare sangue!!! Forse è più problematico questo che la tecnica in sè. Secondo me una volta che capirò BENE l’armonia sarà uno scherzo destreggiarsi “tecnicamente” sulla tastiera del pianoforte!
Ad ogni modo ultimamente sto risentendo molto della mancanza di un pianoforte vero o cmq di un digitale come si deve: mi stufo molto presto a suonare sul mio digitale
Confido nell’acquisto del GX!
Da quello che ho capito quindi tu suoni solo classica, niente jazz o moderna???
Io amo la classica ma il mio fine ultimo e costruirmi una base solida di classica per rendermi poi un gioco da ragazzi la moderna e chissà poi anche il Jazz!!!
Io sono mac user dal 2004: prima un iMac G5 1,8 Ghz e da dicembre 2007 ho un MacBook 2,2 Ghz che mi serve molto per studiare e per fare qualche tentativo di composizione musicale
Io ho un iPod Touch da 16GB comprato negli USA a settembre 2007… credimi una Figata pazzesca!!!
Mac User ha detto,
Aprile 18, 2008 a 10:56 am
Io suono “solo” la Classica anche se ascolto un o’ di tutto e mi piace il Jazz soft di Grusin e del pianista David Benoit: certo è che per suonare quel genere di musica a parte la tecnica decisa c’è bisogno di una solida preparazione ritmica.
Ieri sono andato dal mio negoziante preferito di strumenti musicali, al quale sto anche preparando il sito Web, per vedere se aveva qualche Roland digitale ma ho notato che era pieno zeppo di Calvinova e piani digitai Yamaha e qualche Casio. In compenso ho suonicchiato un po’ su di un gran coda Yamaha (CIIIF) da 2 metri e 74 nuovissimo: appena 1 settimana di vita. Ma stranamente mi ha deluso in quanto aveva i tasti particolarmente leggeri e mi risultava quasi difficile suonarci vista la poca resistenza che opponeva…. Comunque mi è stato detto che la tendenza attuale delle principali case costruttrici (ascoltando anche i consigli dei pianisti più importanti d’oggi) è quella di alleggerire la meccanica… Ho pensato subito al paragone con i palloni di calcio utilizzati oggi che sono molto più leggeri di quelli di 10 anni fa e permettono effetti quasi magici anche a calciatori che di certo campioni non sono… non è giusto… non vale… ;-))
Sto aspettando da 2 settimane sto benedetto iPod Touch perché 1 volta tanto anke le poste in UK hanno “toppato” riportando inspiegabilmente indietro al mittente il pacco spedito. Aspetto con ansia l’esito della nuova spedizione